Teatro

Nella rivoluzione che ha investito la struttura, il teatro ha guidato i nostri passi da lontano. Come la luce di un faro non punta mai lo stesso angolo di mare, così il teatro di Spazio13 non era più il teatro abbandonato dell’ex scuola Melo. Travolto dalla spirale in cui noi stessi ci eravamo lanciati, è stato motore immobile della nostra energia. Finendo a sua volta per lasciarsi trasportare.
All’inizio ne eravamo un po’ intimoriti. Lo guardavamo dalla platea, ed era come ammirare un animale bellissimo ma inavvicinabile. E tale rimase fino a quando attori, ballerini, cantanti, decisero di sfidarlo.
Oggi è uno dei luoghi più vissuti di Spazio13. Forse, proprio per questo, uno dei più vivi. Puoi percepirlo quando le luci illuminano il palco e lo spettacolo ha inizio. Nella tensione di decine di respiri sospesi in contemporanea. Nel fluire delle storie dalla voce dei protagonisti alle menti degli ascoltatori. È tutto lì, in quell’attimo di sospensione dalla realtà che divide la luce dall’ombra e che racchiude un atto appena andato in scena. Minuti, passati inconsciamente.
Cala il sipario.

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