Trasparency

 In Call

TRANSPARENCY

Immagine, tecnologia, spazio pubblico

laboratorio a cura di Planar

25-29 luglio Spazio 13

INTRODUZIONE

TRANSPARENCY intende investigare il tema della produzione fotografica in relazione ai continui mutamenti tecnologici che caratterizzano la tecnica e la società del nostro tempo. Il laboratorio si propone come momento di studio ed esposizione dei legami tra immagine e tecnologia, nonché della società contemporanea, attraverso la progressiva evoluzione delle modalità con cui essa viene rappresentata.

In un mondo segnato da un’accelerazione tecnologica inarrestabile, l’immagine viene qui proposta come dispositivo di interpretazione del reale, spingendosi a prefigurare possibili scenari futuri e travalicando l’ambito della pura rappresentazione fotografica per aprirsi, a partire da queste discipline, alla definizione di identità online, alla interattività, alla ricerca di nuovi materiali, di interfacce, reti, sistemi, infrastrutture, dati, organismi e codici genetici.

L’immagine contemporanea, attraverso la lente dell’evoluzione tecnologica, descrive, cattura e immagazzina tutto ciò che accade, contaminandosi con la teoria politica, l’economia, la filosofia, l’etica, la scienza e la biotecnologia.

Il progetto intende evidenziare queste polarità concettuali attraverso l’analisi della ricerca di Antonio Ottomanelli.

Il progetto, infatti, consiste nel trasferire lo studio dell’autore nella sede di Spazio13, per la realizzazione dell’ultima opera di Antonio Ottomanelli; per studio si intende non solo lo spazio fisico, ma anche e sopratutto la prassi progettuale e di produzione e, quindi, il sistema di relazioni tra i professionisti.

Il progetto intende rendere trasparente al pubblico il lavoro di un autore con i consulenti coinvolti nella ricerca e realizzazione dell’opera; i partecipanti possono essere osservatori o parte attiva del team di lavoro, diventando quindi essi stessi artefici del modello didattico del laboratorio.

 

CONTENUTI DEL LABORATORIO

L’opera attualmente in produzione costituisce il momento finale di una ricerca visuale avviata nel 2009 sulla condizione e ricostruzione dello spazio pubblico nei paesi Arabi e persiani interessati dai conflitti militari generati dall’attentato del 9/11. Questo attentato ha definito un nuovo rapporto tra le strategie di controllo per la sicurezza pubblica e la libertà privata. Le forme in cui questo rapporto si esprime all’interno dello spazio pubblico, trasformandolo, costituisce il centro dell’indagine dell’autore.

Il nuovo progetto vuole estendere questa investigazione al territorio europeo, partendo da un caso particolare ed emblematico: l’attentato a Berlino del 19 dicembre 2016.

Questo evento comprende ed esprime, in un unico caso, tutti gli elementi che in maniera triviale sono associati al terrorismo: dal 2004, solo in questo caso l’autore era un migrante illegale; proveniente da uno dei paesi attraversati dalla primavera araba, la cui radicalizzazione nasce nelle periferie d’Europa.

La ricerca si interroga sui modi in cui le paure e le convinzioni, che il fenomeno genera, hanno effetto nel nostro quotidiano. Un “santuario” di visoni sconosciute; un’architettura utile a sviluppare un inedito punto di osservazione che annulli la distinzione tra vittima e carnefice, anticipando orizzonti futuri.

Il progetto è una architettura di opere video e fotografiche; un percorso attraverso una serie ragionata di esercizi di sguardo.

Le opere che compongono il progetto saranno di due tipi. La tipologia che sarà oggetto del laboratorio consiste di una serie di brevi video, prodotti a partire da estratti dalle registrazioni delle telecamere presenti nell’area dell’attentato, o registrazioni private diffuse sul web. Gli estratti saranno analizzati applicando processi di data mining relativi all’activity recognition. I dati che emergono da questa analisi saranno restituiti in una serie di video. Questi video rappresentano una visualizzazione del riconoscimento delle attività in corso nel luogo e nel momento dell’attentato da parte delle telecamere presenti; interrogando sulla stessa interpretazione degli accadimenti da parte delle macchine.

Il nuovo progetto dell’autore osserva il complesso rapporto tra sicurezza pubblica e libertà privata in Europa; e intende evidenziare le influenze di questo rapporto nella forma dello spazio pubblico e dei comportamenti umani che in esso si manifestano.

La ricerca affronta questi interrogativi adottando volontariamente un punto di vista strumentale: quello dell’arma, dei dispositivi di sorveglianza e comunicazione presenti nel luogo dell’attentato. Esclude dalla narrazione la componente umana; non mostra vittime, ne carnefice.

Sceglie l’esperienza visiva di un paesaggio rigido e matematico. Un paesaggio intelligente, privato di ogni fattore di imprevedibilità umana; per interrogarsi sul futuro dello spazio pubblico nelle nostre città, sugli effetti collaterali del controllo.

LABORATORIO 25-29 giugno

Struttura

L’autore trasferirà per 5 giorni il suo studio all’interno della sede di Spazio13, rendendo pubblica la sua attività progettuale e le relazioni con specifici tecnici, operatori, collaboratori e consulenti.

I partecipanti diventeranno testimoni e/o attori del processo di creazione dell’ultima opera visuale dell’autore.

Il laboratorio è strutturato in tre moduli: teoria, progetto, produzione.

  1. Il programma teorico: verrà svolto da consulenti esterni – designer, programmatori, ricercatori – che hanno in attivo una
    collaborazione con l’autore, relativamente alla ricerca oggetto della masterclass. Ad ognuno dei consulenti sarà chiesto di tenere una lezione relativa alla loro attività professionale e di ricerca.
  2. La fase progettuale: coinvolge direttamente l’autore ed è funzionale alla realizzazione del progetto esecutivo dell’opera. Questa attività si terrà a porte aperte e gli iscritti prenderanno parte secondo una modalità di auto-gestione e auto-determinazione; offriranno il loro contributo in coerenza con il loro profilo esperienziale. Gli iscritti che non vorranno partecipare in maniera attiva a questa fase, potranno seguire l’attiva secondo una metodologia classica di Lectio-Dictata, apprendendo così metodologie di lavoro di gruppo e nozioni e strumenti di discipline afferenti agli ambiti dell’informatica, dell’antropologia, demografia, geopolitca e arte visive.
  3. fase di produzione:è previsto il coinvolgimento di laboratori e professionisti interni ed esterni a Spazio13. In questa fase gli iscritti saranno organizzati in gruppo; ogni gruppo sarà referente di una specifica fase di lavorazione.

Open call

La open call è rivolta a studenti e professionisti senza limitazioni di età e tecnica, interessati al rapporto esistente tra sicurezza pubblica e libertà individuale, alla sua relazione con l’evoluzione tecnologica.

Gli ambiti disciplinari coinvolti dal progetto includono information design, informatica, automation and robotics, AI, architettura, New Media and visual art, demografia e antropologia, scienze politiche.

per iscriversi è necessario inviare entro il giorno 18 giugno 2018: domanda di partecipazione in formato digitale, lettera di motivazione (max 1000 battute spazi inclusi), cv aggiornato.

per info mandare una mail a:

info@planar.ph

 

INCONTRI APERTI AL PUBBLICO:

26 giugno h 19.00 Antonio Ottomanelli – Esperienze di rivoluzione dello sguardo

27 giugno h. 19.00 Lorenzo Gerbi – Visualizing AI

29 giugno h.19.00 Presentazione finale: il lavoro di ricerca svolto e le bozze di progetto verranno presentate durante un incontro finale aperto al pubblico (proiezioni e stampe dei progetti)

 

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